11 Luglio 2026 | Federica Crisci

How to Win My Husband Over… ma quella vinta sono stata io

Lo ammetto: avevo un grandissimo pregiudizio rispetto a How to Win My Husband Over.

Mi aspettavo il solito fantasy romantico che vede la protagonista reincarnarsi all’interno di un romanzo e tentare di sopravvivere nonostante le sia toccato il ruolo dell’antagonista. Trama che, lo ammetto, mi piace molto su carta, ma che rischia di risultare noiosa nel momento in cui si limita a ripetere schemi narrativi standard senza aggiungere quel quid in più che renda l’opera particolare. Why Raeliana Ended Up at the Duke’s Mansion non mi era dispiaciuto, ma lo avevo trovato poco appetibile soprattutto dopo essermi completamente persa nel mondo di 7th Time Loop. Anche se – da quanto ho letto – la web novel di Milcha sarebbe stata tra le prime a proporre come incidente scatenante la reincarnazione della protagonista in un romanzo e a mettere in discussione i destini prestabiliti dai ruoli dei personaggi, ricordo che durante la lettura sentivo come se mancasse qualcosa. Dovrei provare a rileggerlo per vedere l’effetto provocato dopo un po’ di anni (e un po’ di visioni in più).

Nonostante questi dubbi legati a Raeliana, ho ordinato How to Win My Husband Over, il manhwa scritto da Spice&Kitty e disegnato da Siru. Ho iniziato a leggerlo subito dopo averlo acquistato e… nel giro di pochissimi giorni avevo recuperato tutta la serie online. Ora sono in trepida attesa della prossima stagione mentre leggo i volumi pubblicati in Italia da MangaPress… e scrivo un articolo dedicato a quest’opera.

In questa sede, parlerò solo dei capitoli pubblicati in Italia. Quindi, se li avete già letti tutti, non preoccupatevi degli spoiler.

Una protagonista a cui affezionarsi

Dopo essere morta in un incidente aereo, una giovane ragazza costantemente abusata dalla famiglia adottiva si trova a rivivere nei panni di Rudbeckia de’ Borgia, l’antagonista di un romanzo fantasy da lei letto quando aveva 16 anni. Quindi, la giovane sa bene che il proprio personaggio è destinato a essere ucciso dal marito a causa di un complotto ordito da lei stessa e dalla famiglia papale dei Borgia. Intenzionata a sopravvivere a qualsiasi costo, Ruby cerca di cambiare il corso degli eventi avvicinandosi a Iske, l’uomo datole in sposa, e alla famiglia di lui. Non sarà semplice a causa dei numerosi intrighi politici che vedono il regno di Britanya contrapporsi al dominio santo di Romana (guidato appunto da papa Borgia). Inoltre, Ruby dovrà vedersela anche con suo fratello Cesare, ossessionato da lei, e con un potere dalle origini misteriose che le permette di comunicare con le creature magiche.

Ma le sfide non sono tutte qui: Ruby deve fare i conti con un passato pieno di abusi e sofferenze. Un passato che l’ha portata a soffrire di anoressia e a nutrire una grande sfiducia nei confronti di qualsiasi essere umano.

Il viaggio di Ruby all’interno della storia non è solo orizzontale, ma anche verticale. La vediamo affrontare i diversi pericoli che le si parano davanti e nel frattempo affrontare anche sé stessa e il proprio malessere interiore. È un personaggio molto complesso costruito in maniera sfaccettata. Nel corso della lettura la vediamo opporsi in maniera perentoria e strategica al suo destino, ma assistiamo anche a numerosi crolli emotivi. Questo andamento altalenante unito alla rappresentazione dell’anoressia come sintomo di una coscienza ferita ci restituisce una protagonista credibile verso la quale è abbastanza facile simpatizzare.

Un’eroina tutt’altro che fragile

Ruby non è il classico personaggio femminile fragile che viene salvato dal proprio compagno.

Può sembrare un’affermazione discutibile. In effetti, Ruby ha un corpo particolarmente debole, non solo perché malnutrito ma anche perché sembra soffrire particolarmente l’ambiente magico che la circonda. Inoltre, a causa delle violenze subite, Ruby si ritrova spesso in preda al terrore di essere punita o uccisa. È anche indubbio che il coinvolgimento di Iske sia fondamentale per fuggire dal finale tragico descritto nel libro. Sviluppare un legame affettivo con suo marito diventa imperativo per evitare di essere uccisa. In questo senso, Iske è l’unico che può salvare Ruby.

Eppure, Ruby si mostra da subito come un’eroina attiva. Non è una guerriera in senso letterale, ma cerca di sfruttare al massimo le “armi” che ha a disposizione: la conoscenza del libro e il suo volto angelico. Si fa forza da sola nei momenti di difficoltà e cerca di ribaltare le situazioni a lei sfavorevoli affidandosi soprattutto a sé stessa. Le cose cambiano quando inizia a capire che Iske vuole comprenderla e man a mano che s’innamora del marito. Ma questo è un passaggio d’obbligo per la sua evoluzione e il superamento del suo passato povero di legami affettivi. Ciò non le impedisce, però, di risultare determinata e piena di risorse.

Ruby è una vittima che cerca in tutti i modi di ribaltare il proprio destino senza diventare una nuova carnefice.

Una relazione che si costruisce passo dopo passo

Sarebbe improprio parlare di How to Win My Husband Over senza menzionare la storia d’amore. Per quanto Ruby sia protagonista, Iske ha un ruolo importante nella narrazione così come il loro rapporto.

Nei primi volumi assistiamo al racconto solo dal punto di vista della ragazza. È dal terzo in poi che autrice e disegnatrice ci permettono di conoscere da vicino la prospettiva del marito. Anche lui è un personaggio sviluppato in maniera interessante. Avendo visto quanto l’amore può far soffrire e avendo trovato il corpo della madre suicida, Iske decide di dedicarsi solo alla protezione del regno, rimanendo celibe. Decide di sposare Ruby solo per impedire che sia la sorella a sposarsi per formare un’alleanza politica con i Borgia. L’uomo dal temperamento freddo e distaccato è, in realtà, molto sensibile e premuroso. In questo, non è molto di diverso dai coprotagonisti maschili solitamente presenti in queste storie. Però, dato il suo background, lo riteniamo assolutamente credibile.

La relazione tra Iske e Ruby si sviluppa lentamente e non è priva di battute d’arresto. È un legame che nasce da una sensazione interiore che nessuno dei due sa ben spiegare (qui, secondo me, c’entra la reincarnazione), ma che poco a poco inizia a basarsi sulla fiducia e sulla comunicazione. Osservare come si evolve il legame tra di due è interessante. Inizialmente, i loro scambi sono basati tutti sul non-detto di Iske e sulle dichiarazioni d’amore effettate e palesemente esagerate di Ruby. Questi scambi riflettono un rapporto colmo di diffidenza data non solo dall’appartenenza a due famiglie rivali, ma anche da un’incapacità di relazionarsi con l’altro sesso. Iske non ha mai voluto avere a che fare con le donne mentre Ruby ha conosciuto solo figure maschili violente da ammansire cercando di essere il più accondiscendente possibile.

Man a mano che i due si avvicinano, i dialoghi diventano più articolati, più sinceri. I pensieri e le emozioni più profonde ancora faticano a venire fuori… ma il terreno sembra pronto.

La relazione tra Ruby e Iske è sincera, profonda e positiva. E questo non fa che alzare l’hype durante la lettura.

Una trama in cui niente è lasciato al caso

How to Win My Husband Over è scritto bene. I cliffhanger alla fine di ogni capitolo, i colpi di scena, i flashback (o le anticipazioni?!?) inseriti nel corso del racconto sono tutti strumenti usati in maniera sapiente per tenere lettori e lettrici incollatə alle pagine e desiderosə di scoprire che cosa succederà dopo. Bisogna riconoscere, però, che nessun dettaglio è lasciato al caso. Purtroppo si rischia di perdersi alcuni pezzi data la pubblicazione lenta dei volumi e i tanti avvenimenti che si verificano in ciascuno di essi. Io stessa ho notato dei particolari solo rileggendo i capitoli più volte. Però, c’è da dire che una storia costruita con un impianto narrativo così solido è veramente bella da leggere.

Personalmente, ho adorato anche i riferimenti alla famiglia dei Borgia, all’Impero Romano e al Regno di Britanya suo nemico. Mi piace vedere come la nostra storia sia un bacino da cui attingere per creare opere di finzione. Da persona che ha alle spalle studi di filologia classica, devo ammettere che è liberatorio vedere elementi della nostra cultura rimescolati in maniera libera e creativa senza preoccuparsi della verità storica. È qualcosa al quale non sono abituata nel mio panorama letterario e proprio per questo lo trovo rigenerante.

Disegni belli e coinvolgenti

Io amo il bianco/nero retinato dei manga. Però devo ammettere che non mi dispiace leggere qualcosa a colori. Ogni tanto. Giusto per cambiare un po’.

La cosa che mi colpisce tanto dei manhwa è la delicatezza dei tratti dei personaggi. Oltre che slanciatissimi, i protagonisti sono tutti contornati da linee sottili, morbide anche lì dove si vuole accentuare la spigolosità di una parte del corpo. I colori contribuiscono sempre a determinare l’atmosfera della scena. Non risultano mai troppo astratti (come ho visto fare in alcuni dei fumetti nostrani), ma non sono neanche così realistici.

La ricerca di un’estetica del bello è continua. Ogni volta che guardo le immagini, mi sembra che siano assemblate allo scopo di apparire piacevoli a vedersi oltre che evocative.

Lettura digitale o cartacea?

Un altro aspetto del manhwa che mi attrae molto è l’essere creato per la lettura verticale tipica dei dispositivi digitali. L’effetto sorpresa o l’impatto ricercato cambia in maniera abbastanza drastica passando dal tablet al cartaceo. E per quanto quest’ultimo possa risultare coinvolgente, devo ammettere che il gioco dei pieni e dei vuoti che caratterizza la lettura online mi affascina davvero tanto e meriterebbe un’attenzione specifica.

Sicuramente, dopo quest’opera mi è venuta voglia di leggere altri manhwa. Qualcosa ho trovato… vi terrò aggiornatə!

Federica Crisci

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