Fushigi Yuugi: lo shojo fantasy da non leggere dopo Yona
Ho passato quasi tutto il 2025 a leggere Yona – La principessa scarlatta. È stato un viaggio lungo con molte interruzioni (legate più a contingenze di vita che non alla lettura in sé) ma tanto emozionante. Credo che Yona sia a tutti gli effetti uno dei miei manga preferiti di sempre. Dal mio punto di vista, funziona tutto: storia, temi, ambientazione, personaggi, disegni… E quando è così, è inevitabile che l’opera ti si attacchi addosso.
La trovo una cosa bella, certo, ma confesso che mi dà non pochi problemi nel momento in cui provo a leggere/vedere altro. Anche inconsciamente, tendo a ricercare le stesse emozioni intense da poco vissute. E anche se sono perfettamente consapevole dell’inutilità dei paragoni poiché ogni storia è a sé, mi viene inevitabile farli a scapito del “nuovo arrivato”. Questo è quello che mi è successo con Fushigi Yuugi di Yuu Watase.
Un manga fantasy degli anni Novanta
Fushigi Yuugi è stato serializzato su Shōjo Comic dal 1992 al 1996. I takobon sono arrivati in Italia solo nel 2001 e oggi vengono ristampati in una nuova edizione di formato più grande dalla Star Comics. Agli anni Novanta appartiene anche la serie anime che non ho ancora visto e credo che non vedrò prima di aver concluso la lettura del manga.
Quando è uscito il primo volume, ho letto pareri contrastanti. C’era chi esaltava l’opera considerandola un grande classico e chi ammetteva di averla acquistata solo per affetto. Sapendo che si tratta di un fantasy, ho deciso di dargli fiducia acquistando il primo volume. Una volta finito Yona, ho pensato che potesse essere l’opera giusta per cercare di colmare almeno un po’ la mancanza che sentivo. Non è stato così. Al contrario, avendo in testa il manga di Kusanagi non sono riuscita a entrare in sintonia con i personaggi, soprattutto con la protagonista.
Andando avanti nella lettura, le cose sono un po’ cambiate. Mi sono lasciata coinvolgere dagli splendidi disegni di Watase e ho smesso, piano piano, di fare confronti. Di conseguenza, sono riuscita a godermi di più la storia tanto da avere intenzione di proseguirla per seguirne gli sviluppi. Ciò non significa che non ci siano degli aspetti che mi lascino perplessa. Ho però scelto di guardare al buono che quest’opera ha da offrire. E di aspettare la fine prima di giudicare negativamente la storia.
Ci tenevo, però, a mettere giù alcune delle mie impressioni prima di continuare la lettura. Quindi sappiate che tutto ciò che leggerete da qui in poi vale fino al volume 3 della nuova edizione manga.
Qual è l’obiettivo di Miaka in Fushigi Yuugi?
Fushigi Yuugi ha tanti elementi che generalmente apprezzo in una storia. L’ambientazione antica un po’ medievale, la presenza di tanti personaggi dai poteri magici, una storia d’amore romantica, complotti da smascherare, mitologia che diventa realtà… eppure ho forte la sensazione che a tutto questo manchi qualcosa di fondamentale: un obiettivo vero verso cui convergere gli sforzi della protagonista e del suo gruppo di guerrieri.
Nel suo mondo, Miaka ha il desiderio di compiacere le aspettative materne entrando in una scuola superiore prestigiosa. Nell’impero di Hong-Nan, come sacerdotessa di Suzaku, Miaka deve radunare le sette costellazioni ed evocare la divinità fenice così da poter esprimere dei desideri che permettano al regno di vivere in pace e a lei di superare gli esami di ammissione. Tutto chiaro, ma manca una motivazione veramente profonda che muova le azioni dei protagonisti.
Nel mondo del libro Cronache dell’universo dei quattro dei (nel quale Miaka viene risucchiata) gli obiettivi concreti da raggiungere non mancano: trovare i guerrieri, salvare Yui, sconfiggere il Qu-Dong, evocare Suzaku… Sono tutte missioni da portare a termine… ma perché? Qual è il vero scopo? Il grande problema dell’impero Hong-Nan sono davvero i suoi nemici? Se fosse così, perché dovrebbe interessarci visto che non abbiamo avuto modo di vedere nulla di quel mondo? Perché Miaka si impegna così tanto per questo regno? Per esprimere un desiderio che non è neanche suo, ma della madre?
Dalle tante domande che scrivo è chiaro che qualcosa non mi torna. Non riesco a capire quale sia il tema di Fushigi Yuugi e, di conseguenza, mi riesce difficile appassionarmi davvero a questa storia.
L’obiettivo personale di Miaka è sicuramente raccontato in maniera migliore anche se poco problematizzato. Appare chiaro che lei non sia realmente interessata a entrare in quella scuola e che lo faccia solo per accontentare la madre. Sarebbe bello vederla emanciparsi dalla volontà genitoriale per cercare la propria strada… per ora, salvo alcune scene, tutto ciò non è avvenuto… sono curiosa di vedere come sarà sviluppato questo aspetto (cosa che mi auguro).
Miaka: una protagonista giovane
Un altro aspetto che non mi ha permesso di entrare molto in sintonia con il manga è proprio la sua protagonista. Non trovo Miaka particolarmente simpatica. Qui però non si tratta di limiti di scrittura, ma miei.
Il personaggio è ben caratterizzato: è una ragazza di indole buona e generosa che ama mangiare (elemento che trovo molto divertente da leggere). Ha 15 anni e li dimostra in ogni cosa che fa. Nel modo in cui affronta le situazione e le emozioni c’è proprio quel misto di spontaneità, assolutezza e immaturità che ci si aspetta da una ragazza di quell’età. È perfettamente credibile, ma proprio per questo può anche non piacere.
Miaka porta con sé una una buona dose di comicità che rende la storia molto godibile. Il suo amore per Tamahome si sviluppa in maniera molto frettolosa, ma è assoluto. Proprio come lo sono i primi amori. Sono teneri da vedere insieme anche perché il loro legame non ha niente di morboso o di tossico.
Archi narrativi brevi ma avvincenti
Come la storia d’amore tra i due protagonisti, quasi tutte le storie di Fushigi Yuugi si sviluppano in maniera veloce e semplice. Il manga vive di archi narrativi brevi. Ognuno di essi è godibile e, a tratti, perfino avvincente. I colpi di scena e gli ostacoli sono ben calibrati e ti spingono a voler sapere che cosa succederà. Il ritmo narrativo vivace compensa la mancanza di profondità della storia e serve a rendere la lettura d’intrattenimento. Di conseguenza, per chi cerca un manga fantasy leggero e piuttosto classico, Fushigi Yuugi è l’ideale.
A rendere l’opera interessante sono anche i personaggi secondari. Partendo dagli antagonisti, troviamo sia il personaggio traumatizzato, Yui, che quello cattivo d’indole, Nakago. Questa doppia presenza rende sicuramente più complessa la narrazione e potrebbe portare a dei risvolti narrativi profondi.
Il rapporto di amicizia e rivalità tra Yui e Miaka ha grandi potenzialità per lo sviluppo di riflessioni sociali e politiche. Che Yui e Miaka diventino rivali per amore non ci stupisce: molte narrazioni vedono donne contrapporsi ad altre donne a causa di un comune interesse amoroso. Sono narrazioni che nei secoli hanno giocato un ruolo importante nell’impedire alle donne di solidarizzare tra loro e di creare dei rapporti di sorellanza.
A rompere il legame d’amicizia tra le due interviene anche l’esperienza traumatica di Yui e la sua convinzione che Miaka non sia davvero preoccupata del suo benessere. Questo a causa di alcuni malintesi, ma anche delle costruzioni sociali che danno molto più spazio al legame d’amore piuttosto che a quello d’amicizia. Sarà interessante vedere come Watase ha sviluppato il rapporto tra le due amiche/nemiche. Spero che si arrivi a una riconciliazione che sia d’esempio per le giovani lettrici… e non solo.
Nuriko
Tra i personaggi secondari positivi abbiamo i diversi guerrieri appartenenti alla costellazione di Suzako. Tutti loro hanno dei character design e dei tratti caratteriali distintivi. Le personalità di alcuni sono più approfondite di altre e questo contribuisce a renderli più interessanti agli occhi di chi legge. Spero che, nel tempo, tutti i guerrieri possano avere un loro spazio all’interno della narrazione. Mi rendo conto che potrebbe essere difficile visto il numero, ma mai dire mai.
Tra tutti i guerrieri di Suzaku bisogna assolutamente menzionare Nuriko. Che meraviglia! Non mi aspettavo di trovare un personaggio trans in un manga degli anni Novanta. Forse il mio stupore è solo frutto di scarsa conoscenza di titoli, ma comunque resta l’ammirazione per la rappresentazione che Watase ne fa. Sebbene nel manga venga detto che il sentirsi donna di Nuriko sia legato al suo amore per Hotohori (non è così però nella descrizione del personaggio presente nel terzo volume) e siano presenti delle battute che oggi verrebbero giustamente messe in discussione, la rappresentazione del personaggio è molto delicata e gentile. Inoltre, è bello leggere finalmente una storia in cui compaiono persone trans.
I disegni di Fushigi Yuugi
I disegni di Fushigi Yuughi sono bellissimi. Si tratta dell’aspetto che ho preferito in assoluto. È vero che su di me le tavole disegnate, inchiostrate e retinate a mano hanno un effetto calamita… però qui non riconoscere la maestria di Watanase sarebbe davvero impossibile. Lo stile della mangaka è facilmente riconoscibile per la continua tendenza ad annullare o ridimensionare la gabbia delle vignette. Molte tavole sono costruite attraverso la sovrapposizione di immagini, soprattutto quelle che vogliono raccontare l’intimità dei personaggi o momenti di particolare tensione. Anche lì dove ci sono delle pagine organizzate in maniera più tradizionale, ci sono comunque dei personaggi che si liberano dai contorni della vignetta per occupare più spazio. Sono quasi tutte tavole piene di elementi da gustare e da osservare. Questo rivela tanta attenzione per i dettagli e molta cura nel creare il disegno.
Non posso parlare di Fushigi Yuugi come di un colpo di fulmine. Che sia stato il manga letto subito dopo Yona non ha aiutato, sicuramente… ma ci sono alcune cose che ancora non mi convincono. Vediamo se con i prossimi volumi cambierò idea.
Federica Crisci