The apothecary diaries: misteri e delitti nel Palazzo Imperiale
Se mi chiedessero di nominare i miei anime del cuore, The apothecary diaries figurerebbe tra i primi 5 titoli. Dalla prima volta che l’ho visto (parliamo dell’autunno del 2024, quindi non molto tempo fa), mi è rimasto in testa e non ho potuto fare a meno di innamorarmene. L’arrivo dei nuovi episodi su Chruncyroll ogni venerdì mi ha fornito la scusa perfetta per un ulteriore rewatch. Mi serviva per raccogliere un po’ di idee su cosa scrivere in questo articolo, ma non posso negare di essermelo goduto tantissimo, proprio come la prima volta.
La trama de Il monologo della speziale
Maomao è una giovanissima speziale che lavora nel quartiere dei piaceri cittadino. Ama qualsiasi cosa abbia a che fare con il mondo dei farmaci e trascorre il tempo a sperimentare nuove cure o a studiare erbe, veleni e le proprietà di elementi vegetali o animali. Tutto questo fino al giorno in cui non viene rapita e venduta come serva alla Corte Interna del Palazzo Imperiale, il luogo in cui sono radunate le numerose cortigiane tra le quali l’Imperatore dovrà scegliere la sua sposa. Pur volendo passare inosservata, Maomao non può fare a meno di tenere a bada la sua curiosità né il suo senso di giustizia. E così, quando si accorge del perché i neonati figli dell’imperatore stanno deperendo a vista d’occhio, escogita un modo per salvare loro la vita. In questo modo, finisce per farsi notare da Jinshi (in italiano Renshi, non so bene perché), un personaggio misterioso e importante della Corte Interna, che inizierà a coinvolgerla nella risoluzione degli intrighi di palazzo.
La Sherlock della Corte Interna
Inizialmente, sembra che ogni puntata sia incentrata su un enigma da risolvere. Solo dopo alcuni episodi ci si rende conto che i fili delle diverse trame sono inevitabilmente intrecciati e hanno molto più da raccontarci di quanto non abbiano già fatto. Per ogni mistero risolto si aprono altri punti interrogativi che rendono la trama sempre più intricata e sorprendente.
Al centro di questa fitta rete di macchinazioni e d’imbroglio si trova – spesso suo malgrado – Maomao. Grazie alle conoscenze accumulate nel tempo e attraverso un’attenta analisi di ciò che le si presenta davanti agli occhi, la speziale riesce ad arrivare sempre alla risoluzione del problema. Nonostante il suo brillante intuito, la ragazza cerca sempre prove che riescano a dimostrare le sue congetture.
Questa struttura a giallo combinata con la presenza di una protagonista simile mi hanno riportato alla mente Sherlock, la meravigliosa serie con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. Ho rivisto il detective del 221B di Baker Street nella giovane speziale. È probabile che questo sia uno dei motivi per cui non ho potuto fare a meno di amare The apothecary diaries.
Un’eroina atipica (e meravigliosa proprio per questo)
Trovo entusiasmante che al posto dell’uomo intelligente e arguto vediamo agire una donna dalle stesse qualità. Non è scontato, soprattutto nel mondo dei manga e degli anime. In queste narrazioni è difficile trovare personaggi femminili in grado di autodeterminarsi o con caratteristiche fisiche e caratteriali lontane dai modelli canonici che ruotano intorno agli archetipi della giovane vergine o della femme fatale.
Maomao non è solo molto intelligente e competente nel suo settore, ma è anche completamente disinteressata all’aspetto sentimentale. Il suo unico amore sono le piante, i veleni, i medicinali. Non nutre il minimo interesse per altro, tanto da distrarsi facilmente quando la conversazione prende una piega per lei poco stimolante per lei. Bisogna però riconoscere che lo sviluppo delle sue abilità mediche non è stato solo frutto di passione, ma anche di necessità. Provenendo da una classe sociale bassa, Maomao è consapevole che potrà ottenere solo quello che sarà in grado di raggiungere con le sue capacità. Pur di vivere una vita lunga e tranquilla, Maomao affina al massimo le sue conoscenze e cerca di non farsi coinvolgere più del dovuto, soprattutto quando si tratta di venire a conoscenza di segreti importanti. Nutre una forma di compassione per chi come lei ha pochi mezzi tanto da non voler puntare il dito contro nessuno neanche se colpevole.
È un’eroina che s’imbruttisce pur di non attirare attenzioni non volute. Non si preoccupa di sporcarsi, di avere un odore sgradevole o di comportarsi come tutte le altre ragazze in cerca di marito. Maomao s’ingegna per bastarsi da sola. Tutto questo la rende un gran bel personaggio.
Un coprotagonista che ricorda le ragazze degli shojo
Negli shojo manga o nelle light novel in cui le protagoniste sono donne è piuttosto difficile trovare uomini che s’innamorano senza essere ricambiati (a meno che non siano gli amici d’infanzia). In The apothecary diaries succede. Non vediamo il sentimento d’amore crescere nella donna tra sfondi a fiori e tormenti interiori degni dell’Amleto shakespeariano. In quest’anime – tratto dai romanzi di Natsu Hyūga – è Jinshi a cadere preda del furor amoris. Tra l’altro, la “vera bellezza” della storia è proprio lui, non Maomao.
Il capo della Corte Interna è un altro personaggio molto interessante che la serie ci offre. Alla fine della prima stagione, la sua vera identità non è ancora palesata, anche se intuibile. Il suo carattere infantile a allo stesso tempo generoso e volenteroso di imparare ricorda quello caratteristico delle protagoniste shojo. Anche lui, un po’ come Maomao, aspira alla possibilità di autodeterminarsi e a poter scegliere chi essere. È interessante che pur appartenendo a una classe sociale molto più alta di quella di Maomao (tra le più auspicabili), Jinshi si senta ugualmente prigioniero della sua condizione e sia esposto a dei rischi. La seguente riflessione di Maomao in una delle puntate è illuminante da questo punto di vista:
La Corte Interna è una gabbia d’oro. Non è poi così diversa dal quartiere dei piaceri.
Una storia d’amore tutta particolare
La dinamica relazionale tra Jinshi e Maomao è estremamente divertente e rappresenta uno dei nodi fondamentali intorno ai quali si intreccia la storia. L’incapacità della speziale di afferrare i sentimenti del ragazzo e la sua totale mancanza di malizia anche nelle situazioni più imbarazzanti (come l’ “esame” del corpo di Libai) rendono molte scene comiche e memorabili.
È chiaro che l’intenzione è quella di portare i due ad avvicinarsi e Maomao ad aprirsi all’amore. Gli ostacoli per la coppia potrebbero essere numerosi. Più che la classe sociale, è proprio l’atteggiamento e la personalità della speziale che dovranno subire una trasformazione per permettere alla storia di sbocciare. Sarà interessante vedere come avverrà tutto ciò.
Una serie ricca di temi in un’ambientazione storica credibile
The apothecary diaries tratta tantissimi temi secondari legati alle singole vicende che di puntata in puntata occupano la scena. Dall’invidia verso chi si reputa più fortunata (salvo scoprire poi che non lo è affatto) all’avvicendarsi della fortuna e della sfortuna. Dall’incapacità di comunicare i propri sentimenti al cercare di fare del proprio meglio per ottenere ciò che si desidera.
Alla grande varietà di tematiche si accompagnano tantissimi personaggi provenienti da ogni classe sociale e dai caratteri più disparati. Le loro vicende hanno come sfondo due ambientazioni principali speculari tra loro: la corte imperiale e il quartiere popolare. Quest’ultimo è dipinto come un luogo povero, brutale, affamato di denaro. Sentimenti d’amore e di fratellanza/sorellanza sopravvivono, ma rischiano di essere fatali a chi li dimostra. La Corte Interna può apparire più raffinata grazie alla maestosità dei palazzi e alla rigida etichetta, ma le passioni e gli interessi che la animano sono le stesse della città. D’altra parte, la natura dell’essere umano è sostanzialmente quella. L’educazione e i contesti possono variare al punto da rendere alcuni meccanismi più nascosti e più complessi, ma la base di partenza è sempre la stessa: il desiderio di qualcosa che non si ha.
Animazione e colonna sonora
L’animazione di The apothecary diaries funziona sempre molto bene. L’alternanza tra disegno comico e serio – spesso compresente – movimenta le puntate e contribuisce a rendere il ritmo scorrevole e godibile. I colori usati sono vivaci e adatti all’atmosfera raccontata. Non mancano scelte di regia più cupe che riguardano le storie più inquietanti. In particolare, penso alle sequenze del terzo episodio in cui compare la donna che balla sulle mura oppure lo sguardo quasi omicida di Maomao quando Jinshi nomina suo padre.
Un altro aspetto della serie che trovo meraviglioso sono le opening e le canzoni presenti in alcuni momenti iconici della serie. Vi lascio la mia preferita in assoluto, nel caso la vogliate (ri)ascoltare.
La seconda stagione di The apothecary diaries
L’uscita della seconda stagione di The apothecary diaries era tra le mie grandi attese del 2025. Ho iniziato a vederla, ma sono così curiosa di conoscere i futuri sviluppi che ho iniziato a leggere anche il manga dal punto in cui si è conclusa la prima serie. Credo anche che, una volta finiti i tankobon, andrò avanti con i romanzi. Devo sapere assolutamente che cosa succede!
Parleremo anche della seconda stagione… nel frattempo, se non avete ancora avuto modo di incontrare Maomao, vi consiglio di darle una possibilità di catturarvi con la sua intelligenza e il suo spirito.
Scheda tecnica
| Titolo originale: | Kusuriya no hitorigoto |
| Studio di animazione: | Toho Animation Studio |
| Anno di uscita: | 2023 (dal 21 ottobre al 23 marzo 2024) |
| Manga: | 14 volumi attualmente disponibili, ma la serie è ancora in corso. In Giappone, il manga è serializzato da Square Enix su Monthly Big Gangan. In Italia, i 13 volumi disponibili sono editi da J-Pop. |
| Genere: | seinen, storico, giallo e sentimentale |
| Voto: | 5/5 |
| Da guardare se: | si amano i misteri, le ambientazioni storiche e le protagoniste anticonvenzionali. |
Federica Crisci
Le immagini contenute in questa recensione sono riprodotte in osservanza dell’articolo 70, comma 1, Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Si tratta, infatti, di «riassunto, […] citazione o […] riproduzione di brani o di parti di opera […]» utilizzati «per uso di critica o di discussione», nonché per mere finalità illustrative e per fini non commerciali. La presenza in Anime a Merenda non costituisce «concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera».
Solo Leveling: quando livellare è questione di vita o di morte
Avere la possibilità di trascorrere un’intera giornata a casa dedicandosi solo al relax, alle maratone di anime o alle letture avvincenti è un lusso difficile da conquistare nei ritmi frenetici e sociali a cui siamo abituati oggi. Tuttavia, con un po’ di organizzazione, volontà e un pizzico di fortuna, è possibile riuscire a ritagliarsi del tempo di qualità per vivere un’esperienza simile (anche più spesso di quanto si creda).
Per rendere occasioni simili veramente rigeneranti è importante scegliere l’anime giusto. Ne serve uno breve, dalla storia accattivante e avvincente al punto tale da non riuscire a mollare lo schermo per più di 10 minuti. Solo Leveling risponde perfettamente a questi requisiti e si presta, quindi, a essere un’ottima scelta in queste situazioni.
Devo però ammettere di non averlo visto in una sola giornata. Non avendo idea di che cosa mi sarebbe aspettato, ho iniziato a guardarlo una sera verso le 11:30. Alla fine della quarta puntata, ero felice che non ci fosse un cliffhanger importante (come nelle precedenti) visto che il giorno dopo mi toccava andare a lavoro e non potevo permettermi di restare sveglia tutta la notte.
La trama di Solo Leveling
Dopo che sono iniziati a comparire portali (Gate) in grado di collegare il nostro mondo con un’altra realtà popolata di mostri (chiamata dungeon), in alcuni individui si sono risvegliati dei poteri speciali. Tali abilità hanno diversa natura e varie intensità tanto da aver vita a una vera e propria classificazione delle stesse. Il grado S rappresenta il più alto, mentre l’E il più basso. Ci si può allenare per migliorare forza e resistenza, ma è impossibile salire di livello. Gli esseri umani dotati di poteri sono stati chiamati Hunter e a loro è stato affidato il compito di difendere il mondo combattendo i mostri e chiudendo i Gate che di volta in volta si aprono. Tra loro, a Seul, c’è anche Jinwoo Sung, grado E. Nonostante rischi spesso di perdere la vita e venga preso in giro da tutti gli altri Hunter per il suo basso livello, Sung continua a partecipare ai raid dentro i dungeon perché deve mantenere le cure mediche della madre (caduta in coma dopo l’apertura dei portali) e la sorella minore che va ancora a scuola.
Durante una delle solite spedizioni, il gruppo di Jinwoo si ritrova in un dungeon anomalo in cui vivranno un’esperienza traumatica, terrificante e per molti fatale. Lo stesso protagonista si dovrà confrontare con la morte… e con la resurrezione.
Per capire se la trama vi intriga o meno, non serve altro. Nei prossimi paragrafi, scriverò liberamente riflessioni sull’intera storia, quindi potrebbero esserci spoiler. Se volete evitarli, tornate pure quando avrete visto almeno la prima stagione.
Cosa significa livellare
Scampato per un soffio alla morte, Jinwoo ottiene la possibilità di diventare un Player. Di conseguenza, vive come se si trovasse in un videogioco. Deve completare obiettivi giornalieri e missioni, riceve ricompense, può equipaggiarsi di armi e oggetti utili e, soprattutto, può livellare. Seguendo le indicazioni fornite da schermi che solo lui può vedere, gli è permesso aggiungere punti alla forza, all’agilità, alla velocità e all’intelligenza, diventando così sempre più capace. Ben presto, quindi, può affrontare da solo anche i dungeon più difficili.
Durante tutta la prima stagione assistiamo all’evoluzione e alla crescita fisica di Jinwoo il cui unico pensiero, una volta scampato alla morte, è diventare più forte. Lo vediamo prendersi cura della sorella e cercare di recuperare un elisir in grado (presumibilmente) di svegliare sua madre dal coma, ma la sua preoccupazione costante è trovare nemici da affrontare per poter salire di livello. In questa ricerca continua di miglioramento non ho potuto fare a meno di avvertire una componente quasi ossessiva. Sarebbe del tutto giustificabile e comprensibile visto quanto vissuto da Jinwoo. Non è solo il trauma di essere stato quasi ucciso tra indicibili sofferenze. È anche la voglia di riscatto dopo anni passati a sentirsi debole e messo in ridicolo per il suo livello.
Per me è stato inevitabile pensare a tutte quelle persone che a un certo punto della vita si sono imposte un determinato regime alimentare/fisico o addirittura caratteriale perché non si apprezzavano a sufficienza, spesso a causa di giudizi interiorizzati a partire dall’esterno. Tanto più il cambiamento mi è stato esternato, conclamato e decantato, tanto più mi è sembrato doloroso e non sono riuscita a fare a meno di domandarmi (a ragione o a torto) se fosse davvero la strada migliore per quella persona.
Diventare forte equivale a perdersi?
Me lo sono chiesta anche per Jinwoo. E la mia domanda ha poi trovato eco nelle parole del protagonista dell’episodio 9, You’ve been hiding your skills.
Senza dubbio sono diventato più potente di prima. Però, non capisco perché ogni volta che divento più forte sento dissolversi qualcosa nel profondo della mia anima.
Il potere acquisito, quindi, non è sufficiente, anzi. Anche a causa della sua nuova forza, Jinwoo dovrà confrontarsi con la sensazione di essere un assassino. È vero che uccide poiché costretto, ma il risultato non cambia. La nuova condizione gli impone delle responsabilità e delle scelte gravose che lo portano a perdersi e anche a isolarsi. Questa mancanza di legami si riflette in chi guarda: non ci sono molti altri personaggi a cui affezionarsi in Solo Leveling, almeno nella prima stagione.
Il confronto d’obbligo con il vecchio sé
In questo gioco a livelli il cui vero scopo è cancellare il vecchio sé è inevitabile che questo arrivi a materializzarsi per ricordare che nel profondo esiste ancora. Succede – anche se con dinamiche completamente diverse – anche nella puntata conclusiva della prima stagione de Il mio matrimonio felice. Nell’ultimo episodio, mentre è impegnato in uno scontro mortale da cui non può sottrarsi per cercare di acquisire un nuovo ruolo, Jinwoo incontra il ragazzo che era prima di diventare un Player. Quest’ultimo con sguardo allucinato e un sorriso sadico gli ricorda che nel profondo non è nient’altro che un debole. Inoltre, giudica gli sforzi compiuti fino a quel momento del tutto inutili visto che finirà comunque per essere ucciso. Un colpo di fortuna strappa Jinwoo alla morte e a questo confronto. È possibile che ce ne sia un altro in futuro, visto che il dibattito è rimasto alquanto aperto.
Ciò che è interessante è che in qualsiasi percorso di cambiamento è impossibile eliminare ciò che si è stati prima. La domanda è se sia veramente giusto demonizzare il proprio sé del passato piuttosto che accoglierlo come una fase necessaria o come una parte del proprio essere bella anche con tutti i suoi difetti.
Essere forti: un pregio o un difetto?
Ciò che Jinwoo rifiuta del sé del passato è la debolezza, in parte obbligata dal basso grado dei suoi poteri. Qui si potrebbe aprire un grandissimo dibattito sul valore da dare al concetto di debolezza e di forza, spesso considerate rispettivamente come un difetto e un pregio della persona. Al giorno d’oggi si potrebbe argomentare che considerare la sola forza fisica come la Virtù è piuttosto limitativo soprattutto se questa viene a scapito di intelligenza emotiva o della capacità di giudizio.
È vero che probabilmente Solo Leveling non è un anime che vuole aprire riflessioni simili. Piuttosto, vuole porre l’accento sul fatto che in un mondo crudele ed egoista è necessario fare del proprio meglio per non soccombere. Se deciderà di porre l’accento sul prezzo che una simile scelta comporta (un po’ come vediamo in Attack on Titan), lo vedremo nelle prossime stagioni.
Solo Leveling: un anime da vedere
Al di là delle speculazioni tematiche, devo ammettere che Solo Leveling è un bell’anime da guardare. Funziona tutto, dai disegni alle animazioni passando per la colonna sonora. L’opening mi ha stregata, tanto che l’ho ascoltata a ripetizione mentre scrivevo tanto che ho deciso di lasciarvela qui, nel caso aveste voglia di risentirla.
Un aspetto interessante dell’anime è la sua ambientazione a Seul. Invece delle metropoli giapponesi, questa volta vediamo le strade e i locali dai nomi molto particolari (alzi la mano chi non è rimasto a bocca aperta davanti al fotogramma con l’insegna “Cafè Pene”) della capitale della Corea del Sud. Non potrebbe essere altrimenti visto che Solo Leveling ha origine dalla mente dello scrittore coreano Chugong. Dopo il successo ottenuto dal light novel, la Kakao ha realizzato un manhwa a colori per la propria piattaforma online. L’opera è approdata in Giappone grazie A-1 Pictures che ne ha realizzato l’anime diretto da Shunsuke Nakashige e scritto da Noboru Kimura.
Personalmente, ho adorato l’uso del lessico caratteristico dei videogiochi. Probabilmente non è una novità. È possibile che guardando opere come Sword Art Online o Black Clover, mi renda conto che è più una prassi che non una vera e propria scelta coscienziosa e ragionata. Ma dato che mi risulta nuovo, l’ho trovato particolarmente interessante.
La seconda stagione di Solo Leveling
Dal 4 gennaio 2025 sta andando in onda su Chruncyroll la seconda stagione di Solo Leveling. Mi ero ripromessa di guardare la prima seria durante questo nuovo anno non solo perché ne avevo sentito tanto parlare, ma anche per godermi le uscite dei nuovi episodi in diretta. Proprio per questo, è stata la prima che ho deciso di debellare dalla lista. Devo ammettere che ne è davvero valsa la pena.
Scheda tecnica
| Titolo Originale: | Na honjaman reber-eop |
| Studio di Animazione: | A-1 Pictures |
| Anno di uscita: | 2024 (dal 6 gennaio al 30 marzo) |
| Manhwa: | 13 volumi pubblicati su KakaoPage. In Italia i volumi sono 26 e sono editi da Star Comics |
| Genere: | azione e fantasy |
| Voto: | 4,5/5 |
| Da guardare se: | si amano i videogiochi, i combattimenti, le storie di riscatto personale… o i figoni. |
Federica Crisci
Le immagini contenute in questa recensione sono riprodotte in osservanza dell’articolo 70, comma 1, Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Si tratta, infatti, di «riassunto, […] citazione o […] riproduzione di brani o di parti di opera […]» utilizzati «per uso di critica o di discussione», nonché per mere finalità illustrative e per fini non commerciali. La presenza in Anime a Merenda non costituisce «concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera».
Gli anime del 2025 che non vedo l’ora di vedere
L’arrivo di un nuovo anno porta sempre con sé delle emozioni ambivalenti e spesso contrastanti tra loro. Sono arrivata da tempo alla consapevolezza che la data sul calendario è puramente convenzionale. Di fatto, il passaggio dal 31 dicembre al 1 gennaio non ha nulla di diverso da quello degli altri giorni se non il significato che socialmente gli attribuiamo. Eppure, ho capito che ignorare l’importanza dei simboli può essere controproducente. Gli esseri umani vivono di simboli. È un modo che hanno trovato per celebrare l’esistenza e darle significato davanti all’inesorabile e veloce passaggio del tempo. Di conseguenza, non ho potuto fare a meno di salutare il 2024 pensando a quanto di buono e di brutto mi ha lasciato e di accogliere il 2025 con una lista non troppo lunga di buoni propositi. D’altra parte, se le cose le inquadri nella giusta prospettiva, possono essere strumenti utili per la crescita personale.
Per quanto rendermi conto che è passato un altro anno ancora non è più come quando avevo 16 anni e non vedevo l’ora di diventare maggiorenne, quest’anno il primo pensiero che mi veniva in mente era:
Nel 2025 potrò vedere tantissime nuove stagioni che attendo da tanto!
Voglio condividere con voi una lista di alcuni anime in uscita nel 2025 che sto aspettando con tanta trepidazione!
1. The apothecary diaries – stagione 2
Guardare Il monologo della speziale è stato uno dei momenti più belli del 2024. Mi è piaciuto tutto di quest’anime: dalla protagonista alla storia, dalle canzoni all’animazione. L’ho trovato tanto stimolante e non ho potuto fare a meno di rivedere l’intera stagione appena finiti tutti gli episodi. Ancora oggi devo combattere con l’istinto di riavviare “play” su Chruncyroll. Trovo entusiasmante vedere come i vari episodi, anche quelli autoconclusivi, siano tutti intrecciati tra loro e ti facciano entrare in una storia ricca di intrighi, ma anche di buoni sentimenti. Non vedo l’ora di essere nuovamente sorpresa dall’intuito e dalle capacità di Mao Mao nonché di sorridere ai suoi battibecchi con Jinschi.
2. Lady Oscar – il film della Mappa
Il manga di Riyoko Ikeda e l’anime che ne è stato tratto hanno segnato l’infanzia di tantissimi/e Millennial. La storia del comandante Oscar, una donna cresciuta come un uomo, e della sua amicizia con la regina di Francia Maria Antonietta è ormai diventata quasi più celebre degli eventi stessi della Rivoluzione francese. Nel 2025 questo splendido capolavoro tornerà sullo schermo in una veste completamente nuova. Lo studio d’animazione Mappa ha annunciato il remake animato di Le rose di Versailles che verrà distribuito nelle sale cinematografiche in primavera. I disegni sembrano molto più fedeli alle tavole della mangaka anche se mi fanno un effetto strano avendo ben in mente le immagini dell’anime degli anni Ottanta. Nonostante questo, sono curiosissima di vedere cosa le animazioni straordinarie della Mappa (nota per aver curato Jujutsu Kaisen e le stagioni finali di Attack on Titan) aggiungeranno alla storia.
3. Spy x Family – stagione 3
Durante il Jump Festa 2025 è stato annunciato l‘arrivo della terza stagione di Spy x Family durante il prossimo autunno. Sebbene sia piuttosto lontano, non posso fare a meno di desiderare che ottobre arrivi prestissimo. Guardare le avventure della famiglia Forger è un toccasana: io non posso fare a meno di ridere anche durante i rewatch (sono arrivata al terzo). I personaggi sono variegati e interessanti. Gli intrecci che si creano a livello narrativo a causa dei segreti che ciascun membro della famiglia ha sono esilaranti e narrativamente ben strutturati. Personalmente, sto aspettando il momento in cui la verità verrà alla luce, ma so bene che dovrò aspettare ben oltre il 2025 per vederlo!
4. Demon Slayer – Il castello dell’Infinito
L’arco finale di Demon Slayer sarà una trilogia cinematografica. Il primo film uscirà proprio nel 2025 e preannuncia di essere grandioso dal punto di vista delle animazioni, come già ci ha dimostrato l’ultimo episodio della scorsa stagione (dedicata all’allenamento dei Pilastri). Questo arco narrativo è probabilmente il più bello e appassionante dell’intera serie. L’ho divorato nel manga e non vedo l’ora di vederlo animato… anche perché, onestamente, i disegni del manga per me lasciano un po’ a desiderare.
5. Il mio matrimonio felice – stagione 2
I primissimi giorni di gennaio porteranno su Netflix la seconda stagione de Il mio matrimonio felice. Questo shojo fantasy ambientato nel Giappone del XX secolo mi ha conquistata non tanto per il romanticismo della storia, ma per la sua capacità di raccontare in maniera complessa temi che potrebbero facilmente essere banalizzati visto il genere di appartenenza. Spero di vedere molti più intrighi e complotti familiari e dal finale del trailer mi sembra che posso ben sperare.
Federica Crisci
Le immagini contenute in questa recensione sono riprodotte in osservanza dell’articolo 70, comma 1, Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Si tratta, infatti, di «riassunto, […] citazione o […] riproduzione di brani o di parti di opera […]» utilizzati «per uso di critica o di discussione», nonché per mere finalità illustrative e per fini non commerciali. La presenza in Anime a Merenda non costituisce «concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera».