Settembre è sinonimo di scuola, ci sono pochi dubbi a riguardo. Lo è per gli e le alunne, per gli e le insegnanti, per tutto il personale scolastico, per i genitori. Anche chi è da tempo lontano dalle aule avrà difficoltà a non notare gli scaffali dei supermercati e dei negozi pieni di materiale didattico o a non imbattersi in articoli, commenti, post sull’argomento. Se ci riuscisse, è probabile che finirebbe comunque per imbattersi nel traffico intenso prima delle 8 e dopo le 14. Inoltre, settembre segna un nuovo inizio anche per le aziende. Non sono poche le persone che approfittano dell’arrivo del 1 per rinnovare i buoni propositi di Capodanno o farne di nuovi.
Per me, il mese di settembre non ha quasi mai smesso di essere legato alla scuola. Sono passata da alunna a insegnante quindi, a eccezione della parentesi universitaria, ho continuato a vivere quel misto di eccitazione e disperazione che accompagna il suono della prima campanella dell’anno scolastico. Come tutti i momenti che segnano l’inizio di qualcosa, settembre è un mese in cui mi confronto con nuove routine e penso a come dar corpo a idee e progetti frutto del riposo estivo. Soprattutto, è il momento in cui la scuola torna a occupare una parte piuttosto importante del mio tempo e del mio spazio mentale.
Mi servirebbe un articolo a parte (o forse un libro intero) per parlare di tutto ciò che significa per me lo stare a scuola. Il senso di responsabilità per la formazione di futuri cittadini e future cittadine si mescola alla frustrazione e alla confusione provati nel mettere costantemente in discussione i propri metodi. L’entusiasmo generato dall’essere testimoni di un percorso di miglioramento e di crescita si accompagna spesso alla paura di lasciare qualcuno indietro o di non fare abbastanza per stimolare interesse, motivazione e potenzialità.
Come posso essere una brava insegnante?
Come posso fare in modo che la scuola non sia vissuta come una penitenza ma come un’opportunità?
Sono domande che mi faccio continuamente. Per rispondere, non basta solo il confronto con colleghi/e, studenti o non addetti ai lavori. Uso anche tutte quelle narrazioni che parlano di scuola. Manga e anime inclusi.
Anime scolastici da vedere per tutti i gusti
Dato che insegno italiano, non mi azzardo a dare dei numeri approssimativi su quanti siano i manga e gli anime scolastici esistenti. Ho provato a chiederlo a ChatGpt e neanche lei (scusate, io uso il femminile perché nella mia testa sarebbe “la chat”) mi ha saputo dare una risposta! Sostiene solo che si tratti di un numero molto alto, in continua crescita. Non potrebbe essere altrimenti visto che le riviste su cui vengono serializzati i manga sono classificate non solo in base al genere, ma anche all’età. I magazines letti da studenti sono tra i più numerosi e sono molto conosciuti anche all’estero (pensiamo solo a Weekly Shonen Jump). Essendo scritte per un pubblico giovane, la maggior parte di queste storie ha per protagonisti ragazze e ragazzi adolescenti che agiscono spesso all’interno della cornice scolastica.
La scuola diventa così il teatro in cui nascono storie d’amore e d’amicizia, in cui ci si lavora sodo per migliorare in uno sport o in una passione, in cui si nascondono mostri e assassini che agiscono grazie a un quaderno della morte. Non mancano le storie di studenti che invece di confrontarsi con le classiche materie di studio, devono vedersela con combattimenti e magie. Tra i tanti titoli, non mancano storie in cui il focus della narrazione è sulla scuola, sul rapporto tra alunni/e e insegnante e sulla buona riuscita scolastica. La scuola non è più, quindi, solo lo sfondo, ma l’argomento. Non potrebbe essere altrimenti viste le luci e le ombre di cui il sistema scolastico giapponese è intriso. Eppure, tante riflessioni che vengono fuori da queste storie sono ottime anche per chi è all’interno di un altro sistema, diverso ma comunque problematico.
Anime scolastici divertenti ma anche saggi
In questo articolo vorrei ricordare proprio quegli anime scolastici che mettono al centro la scuola che ho visto negli anni e che mi hanno dato spesso modo di riflettere su cosa significhi lo stare in classe e quale sia il privilegio e l’onere di essere una professoressa.
1. Assassination classroom
Ho deciso di rivederlo proprio in questi giorni perché non mi ricordo benissimo gli sviluppi della storia, ma solo l’effetto che ha lasciato su di me, ovvero grande meraviglia. Assassination classroom parla tantissimo del rapporto docente/alunnə e si propone sicuramente come critica nei confronti di un sistema scolastico piuttosto selettivo che ogni anno miete tantissime vittime in Giappone. Il plot dedicato all’assassinio rende le puntate più divertenti, ma è chiaro che il messaggio di fondo sia molto più complicato e riguarda direttamente la necessità che gli insegnanti incoraggino ə proprə alunnə a dare il massimo in base alle loro potenzialità. Bella anche l’idea che il professore cresca e si evolva insieme ai suoi studenti. Dalla mia esperienza, posso dire che è proprio quello che succede.
2. Classroom of the Elite
In questo anime tratto da light novel, 4 classi si sfidano per ottenere la posizione migliore nella scuola. Ancora una volta, al centro abbiamo il sistema scolastico giapponese tanto ossessionato dalla perfezione e, quindi, fortemente competitivo. Nell’arco dell’anno scolastico, gli e le studenti sono coinvoltə in sfide didattiche, sportive e d’intelletto. Tutto mentre vengono fuori le loro storie personali e iniziano a nascere legami e relazioni importanti. Kiyotaka Ayanokoji, il protagonista, è dotato di grandissima intelligenza, ma ha anche un grande segreto da nascondere… Ho seguito questo anime in maniera altalenante. Alcuni archi narrativi mi hanno catturata mentre altri li ho trovati noiosi… Trovo più interessante lo sviluppo dei personaggi e le loro relazioni che la sfida in sé… chissà cosa ci riserverà la quarta stagione.
3. GTO – Great Teacher Onizuka
GTO è un grande classico nel mondo del manga. A renderlo così famoso è indubbiamente il suo protagonista, Eikichi Onizuka, un ex motociclista teppista di 22 anni che decide di diventare insegnante per trovare tra le sue future studentesse una moglie giovane con cui perdere la verginità. Una volta entrato nel mondo della scuola, Onizuka si ritrova a fare da professore a una classe di studenti problematici, ribelli e diffidenti verso gli adulti a causa di esperienze di tradimento, bullismo o indifferenza. Inizialmente visto come un fallito senza autorità, sorprende tutti con metodi non convenzionali e spesso assurdi (talvolta persino illegali o comici), che però si rivelano efficaci. Come in Assasination Classroom, il legame tra insegnante e studenti è fondamentale per lo sviluppo e la crescita di tutti i personaggi. Inoltre, è evidente la critica al sistema scolastico giapponese. L’anime mescola momenti seri e comici con grande disinvoltura. Personalmente, vorrei leggere il manga perché so che è molto più complesso e ancora più articolato.
Anime scolastici romantici e sportivi
Corridoi, aule, palestre e terrazzi sono tutti luoghi iconici che ci si aspetta di trovare negli anime scolastici. È qui che ci si scambiano i primi baci, che si rafforzano i legami tra compagni di squadra, che si organizzano spettacoli e festival, che si imparano cose utili per la vita di tutti i giorni. Ed è qui che viaggia la nostra fantasia di spettatori e spettatrici che pur avendo seguito un percorso scolastico diverso, riesce comunque a trovare delle risonanze personali.
Quindi, quale modo migliore per iniziare la scuola se non guardare un bell’anime scolastico?
Federica Crisci
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