Nel momento in cui scrivo questo articolo dedicato a Zatsu Tabi – That’s Journey sono a Bologna per un week-end in solitaria. Sapevo che avrei scritto di questo anime non appena ho visto la prima puntata, ma farlo in questa occasione è tutta un’altra cosa visto il tema della storia.
Una ragazza che viaggia da sola
La trama di Zatsu Tabi è piuttosto semplice: Chika Suzugamori è un’aspirante mangaka che vede le proprie bozze continuamente rifiutate. Una sera, presa dallo sconforto, ha l’idea di partire da sola per un viaggio. La meta viene scelta tramite sondaggio social ed è così che Chika si avvia verso Aizuwakamatsu, nella prefettura di Fukushima, senza prenotare alberghi né avere un itinerario definito. Decide sul momento che cosa fare in base ai propri desideri e bisogni. L’esperienza è rigenerante. Faticosa (come potrebbero non esserlo visti i 1125 scalini che decide di salire?), ma rigenerante. Le sue bozze continueranno a essere rifiutate, ma ora Chika ha un nuovo hobby: partire. Nelle sue peregrinazioni non sarà sempre da sola. A lei si uniranno amiche, ex compagne di scuola e anche colleghe mangaka già affermate.
Uno slice of life in cui succede poco, ma…
Zatzu Tabi è un anime tratto da un manga scritto e disegnato da Kenta Ishizaka non ancora edito in Italia. Non so se un titolo del genere potrebbe essere appetibile per il mercato italiano. Per ritmo e contenuti, quest’opera non è per tuttə. Dimenticate i grandi eventi narrativi o i colpi di scena: Zatsu Tabi non offre niente del genere. Non solo ci sono momenti in cui la protagonista è da sola e non fa altro che camminare e ammirare paesaggi parlando da sola, ma anche quando è in compagnia, non succede niente di straordinario. Gli scambi sono molto quotidiani, proprio come ci si aspetta da uno slice of life.
Immagino che, a gusto, possa risultare anche noioso. Ma ciò non toglie la sua potenza comunicativa. Non è un messaggio figo sull’esistenza urlato dall’eroe di turno mentre lotta per la vita o la morte. È piuttosto un invito a guardare in maniera diversa le piccole cose che formano la nostra vita e apprezzarle per la loro semplicità. Dietro chiacchiere qualsiasi tra due amiche c’è una connessione unica e vera che vive della sola presenza. Dietro una passeggiata in un tempio, c’è la bellezza del paesaggio che si ha di fronte e il modo in cui essa risuona dentro ciascunə di noi.
Personalmente, mi sono emozionata a quasi tutte le puntate. So che parte di questa emozione è legata al ricordo del mio lungo viaggio in Giappone in solitaria. Zatsu Tabi mi ha spesso riportata a quei momenti. Al di là della soggettività, credo che sia un ottimo anime per capire che cosa significhi viaggiare da solə. Sono mesi che cerco un modo per mettere giù e comunicare in maniera efficace tutte le sensazioni che ho provato. Zatsu Tabi le racconta in maniera semplice, ma estremamente chiara e potente. Magari non vi riconoscerete nella protagonista, ma potrebbe venirvi voglia di prenotare un viaggio tutto vostro.
Un inno d’amore per il Giappone
Se state pianificando un viaggio nel Paese dei manga e degli anime, potreste guardare Zatsu Tabi per prendere spunto.
Il co-protagonista della serie, infatti, è proprio il Giappone con le sue numerose località da scoprire. Chika ne visita diverse: Amanoshidate, Izumo, Itsukushima, Kyoto, Aomori, Tokyo stessa… Ci vengono mostrate le due anime – opposte ma complementari – del Paese: le metropoli altamente tecnologizzate e le piccole cittadine che sbucano nella natura selvaggia. Dei posti visitati ci vengono raccontate le leggende e le tradizioni caratteristiche. Di episodio in episodio, si impara qualcosa in più della cultura locale, proprio come se si fosse lì. D’altra parte, i luoghi rappresentati riproducono fedelmente la bellezza dei posti reali. Ci sono diverse città che ho visitato e che ho riconosciuto (da lì parte della commozione).
Oltre ai posti da visitare, l’anime ci dà informazioni anche sui mezzi da prendere per arrivarci, sui prodotti tipici da assaggiare, sulle attività imperdibili. È una sorta di guida turistica narrativa e animata. Vi consiglio di tenere a portata di mano un taccuino su cui segnare quello che vi colpisce di più. Chissà che un giorno non vi capiti di andarci.
Cosa significa viaggiare
Zatzu Tabi non offre solo occasioni di conoscere aree del Giappone che solitamente rimangono lontane dagli itinerari classici. È anche una riflessione profonda sul significato del viaggio.
Viaggiare è un’esperienza formativa unica. So che non sto scrivendo niente di nuovo. Eppure è incredibile come questa affermazione diventi… anzi, si senta profondamente vera quando si è fuori casa. Uscire dalle routine, cambiare scenari è un modo per spostare lo sguardo, per mettere in discussione comportamenti e pensieri. Ci si incontra con una versione diversa del proprio sé. Una versione che può servire nella vita di tutti i giorni. Non è detto che si torni da un viaggio radicalmente trasformatə. Ma un po’ diversə da ciò che si era prima, quello sì.
Ci viene spiegato come Chika riesce a raggiungere una località non solo per dare realismo alla storia, ma anche per mostrarci che il viaggio è molto di più delle attrazioni turistiche da immortalare sullo smartphone. È un’esperienza straordinaria che inizia nel momento in cui si esce di casa e si conclude solo al ritorno. Di conseguenza, si compone di tutti i momenti che si avvicendano tra questi due estremi, anche i più pragmatici. Organizzare gli spostamenti, chiedere informazioni in una lingua straniera, gustare i sapori locali, affrontare gli imprevisti, incontrare persone con un’altra formazione, sopportare le temperature stagionali sono tutti elementi che contribuiscono a rendere un viaggio ciò che è e sono tutti aspetti che possono metterci alla prova. È quello che definiamo “uscire dalla comfort zone”. Le conseguenze possono essere davvero sorprendenti.
Viaggiare da solə
Credo di aver amato tanto Zatsu Tabi per come ci mostra il viaggio in solitaria. Chika non prova alcun disagio nel partire da sola, neanche nel periodo di Capodanno. È qualcosa al quale noi non siamo abituatə. C’è ancora un profondo pregiudizio rispetto alla solitudine. Ci è difficile capire che possa risultare un bisogno e la viviamo come sinonimo di tristezza e inadeguatezza. È piuttosto normale visto il che come esseri umani siamo animali sociali e viviamo in una società costruita sulle relazioni.
Di base, però, solitudine e legami non si escludono a vicenda. Al contrario, andrebbero vissute entrambe le esperienze in maniera equilibrata per trovare veramente la felicità. Stare da solə è il solo modo per conoscersi davvero e per prendersi il tempo di fare ciò che si ama, senza compromessi. Stare con un’altra persona o più persone è un modo per condividere esperienze, risate, dolori. Sono entrambi modi fondamentali per arricchire la propria vita.
La stessa cosa vale anche per il viaggio. Farlo in solitaria o in compagnia è molto diverso, ma ugualmente interessante. Scoprire un posto insieme a qualcunə è un modo per conoscersi meglio e accrescere il legame condividendo dei momenti significativi. Visitare un posto da solə offre un altro tipo di esperienza. È come se il viaggio avvenisse non solo in orizzontale, ma anche in verticale. Esplorare un luogo ti porta inevitabilmente a esplorare te stessə. Nel silenzio, ciò che puoi ascoltare davvero sono i tuoi pensieri e le tue emozioni. Ogni sfida che ti si presenta davanti, anche la più piccola, è un’occasione per capire cos’è che ti spinge ad agire (o a non agire). È davvero una scoperta che funziona tanto meno ci si aspetta qualcosa.
Per capire cosa intendo, vi basta guardare il primo episodio di Zatzu Tabi e il modo in cui Chika affronta la salita del 1125 gradini del tempio. Oppure partire per conto vostro.
Una storia tutta al femminile
Un altro punto a favore di questo anime è il cast tutto al femminile. Non solo c’è una protagonista donna concentrata sulla sua crescita personale e professionale, ma intorno a lei ha solo amiche e nessun interesse amoroso. Sono donne tutte diverse. Alcuni caratteri sono più spensierati, altri più giocherelloni, altri più introversi… ma sono tutti indipendenti. Tutte queste rappresentazioni possibili del femminile sono bellissime proprio come il legame che le unisce.
Date una possibilità a questo anime. Se siete statə in Giappone, vi farà commuovere. Se non ci siete statə, vi farà venire voglia di partire. Davvero.
Due miei disegni di Zatsu Tabi


Federica Crisci
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