Mancano pochissime ore alla conclusione del 2025. Ciò significa che è tempo di bilanci.
Da diversi giorni ragiono su che anno sia stato per me il 2025. Mi è capitato di rievocare momenti particolarmente significativi, di guardare i disegni realizzati nel corso dei mesi passati, di riflettere su ciò che mi ha dato soddisfazione e sulle situazioni difficili da gestire, sulle relazioni, sul mio modo (ahimè poco efficace) di gestire il tempo… E ovviamente ho pensato ai tanti anime guardati e ai manga letti quest’anno. D’altra parte, sono stati dei compagni di avventura. Mi hanno distratta, intrattenuta, commossa, spinta a ragionare, fatto ridere… li considero parte integrante del mio 2025 in quanto storie in grado di accendere la mia fantasia e coccolarmi emotivamente. Rappresentano uno stimolo utile a migliorare il mio lavoro di insegnante. E me stessa. Manga e anime sono per me un ponte con il mondo. Grazie a letture e visioni ho intavolato tante discussioni con persone amiche e con i giapponesi stessi (nei limiti linguistici) durante lo splendido viaggio di un mese che mi sono concessa quest’estate. Anime e manga sono un ponte
Elencare tutti gli anime guardati e i manga letti nel corso del 2025 è piuttosto complicato. Ho deciso, quindi, di ripercorrere quest’anno partendo dai primissimi articoli comparsi su questo sito, articoli dedicati agli anime in uscita nel 2025 che non volevo perdere e ai recuperi che avevo intenzione di fare.
Gli anime in uscita nel 2025 che non vedevo l’ora di guardare
Era gennaio e aspettavo con trepidazione l’uscita della seconda stagione di The apothecary diaries. Che dire? L’ho vista, l’ho rivista e probabilmente non finirà il 2026 senza che io la riveda ancora. È stato un anime acclamatissimo, con un’animazione che funziona e una storia sempre in grado di catturare l’attenzione. Questa nuova serie è stata bella soprattutto per la crescita emotiva di Maomao. Che una simile maturazione avvenga grazie all’amicizia con Loulan e Xiaolan è un punto di forza della storia dato che narrazioni focalizzate sui legami di amicizia femminili sono ancora troppo poche. Non si possono non menzionare anche i siparietti con Jinshi: sono indubbiamente divertenti e giocano bene con le aspettative dei fan.
Per la terza stagione di SpyxFamily ho dovuto aspettare fino allo scorso novembre, ma ne è valsa la pena. Che bella che è! L’episodio incentrato sul passato di Loid è tra i punti più alti dell’intero anime e guardarlo alla luce della situazione internazionale attuale è stato emotivamente significativo. Inoltre, si conferma come l’anime più adatto a farmi ridere di gusto anche quando sono di cattivo umore.
Ho trovato meno entusiasmanti Il mio matrimonio felice 2 e il film di Lady Oscar. Nel primo caso ho sofferto molto il personaggio di Miyo soprattutto nella prima parte della stagione in cui sembrava essere completamente scomparsa quella forza acquisita con tanta fatica negli ultimi episodi della prima serie. Anche qui, però, pollici in alto per la gestione dei legami femminili. Jinnouchi e Miyo sono rivali in amore eppure instaurano tra loro un legame di fiducia e comprensione. Una lezione splendida da contrapporre alla società che ci insegna a prendercela con le altre donne soprattutto quando ci sono questioni amorose in ballo.
Guardare il film di Lady Oscar è stato strano. Da una parte ero felicissima di rivedere i personaggi della mia adolescenza in una veste animata nuova e bellissima. Dall’altra, sono stata completamente spiazzata dalla sintesi, dai tagli e dalle variazioni della storia. In effetti, per una che conosce a memoria la serie originale e ha divorato i volumi di Ikeda, non c’è da stupirsi di simile sconcerto. Mi sono ripromessa di guardarlo di nuovo: magari superato l’impatto iniziale, me lo gusterò di più (con K-Pop Demon Hunters è successo).
Il castello dell’Infinito, la prima parte dell’arco finale di Demon Slayer, ha un posto speciale nel mio 2025 perché l’ho visto durante il mio lungo (e bellissimo) viaggio in Giappone. Non ho capito quasi nulla di quello che si dicevano, ma ho avuto modo di godermi al 100% l’animazione che, diciamolo, è davvero impressionante. Ovviamente, sono andata al cinema quando è arrivato in Italia così da poter recuperare i dialoghi. La storia di Demon Slayer, avendo una struttura classica, funziona. Non è tra i miei anime preferiti perché lo trovo scontato e molto semplice a livello tematico. Però ammetto che è un ottimo intrattenimento.
Gli anime recuperati nel 2025
Sono molto soddisfatta di me: dei 10 titoli presenti nell’articolo scritto all’inizio dell’anno scorso, solo tre anime non sono riusciti a fare parte delle mie merende, DanDaDan, Fullmetal Alchemist: Brotherhood e Re:Zero. Ci riproverò nel 2026.
Parlando invece dei titoli recuperati, non c’è dubbio che tra i più apprezzati ci sia 7th Time Loop. La storia mi ha completamente rapita come la sua protagonista. Ho divorato i romanzi e non vedo l’ora che esca il volume 7 così da poter sapere che cosa succede. Dei volumi manga pubblicati adoro i disegni di Hinoki Kino. Non ho ancora avuto modo di leggerli tutti, ma non mancherà occasione.
Ho guardato Fruits Basket lo scorso inverno, nella settimana passata a casa con l’influenza. Mi è piaciuto veramente tanto. Ho amato molto i temi, le animazioni, la mitologia creata per la storia e le relazioni tra i personaggi. Vorrei tanto rivederlo anche per scrivere qualcosa in merito. Lo stesso vorrei fare anche per Given che ho divorato lo scorso giugno e ho apprezzato davvero tanto.
Di Sword Art Online ho visto completamente solo la prima stagione. La seconda ha iniziato ad annoiarmi a metà e ho preferito lasciar perdere. Credo che la forza di quella storia stia nel mostrare la capacità di adattamento degli esseri umani a qualsiasi circostanza (tant’è che i giocatori iniziano a vivere nel mondo fittizio come se fosse la realtà) e nel ribadire l’importanza dei legami per farci sentire a casa. Tutto questo arriva nel primo arco narrativo. Il resto è una noiosa ripetizione.
Sono riuscita a terminare Classroom of the Elite, ma devo ammettere che ci sono state delle puntate che mi hanno annoiata tant’è che non sto fremendo nell’attesa di una nuova stagione, né ho sentito particolarmente l’esigenza di leggere i romanzi.
Solo Leveling è animato benissimo, ma paga lo scotto di essere pensato per un pubblico che vuole vedere solo scontri. Questo per me è abbastanza evidente nella seconda stagione: tutti gli aspetti che potevano risultare interessanti e tematicamente di rilevo sono andati completamente persi a favore di una dinamica piuttosto ripetitiva che vede Jinwoo ormai privo di veri rivali e intento a mostrare la sua onnipotenza.
Su Evangelion non mi pronuncio perché mi mancano gli ultimi episodi e il film… dico solo che capisco perché sia diventato un grande classico.
Altri titoli che vale la pena menzionare
Tra i tanti anime visti quest’anno, Kaiju n.8 (prima e seconda stagione) ha sicuramente un posto speciale perché è l’anime che guardavo in Giappone la sera una volta tornata in albergo. Devo ammettere che anche qui siamo in presenza di un battle shonen piuttosto classico ma ho particolarmente apprezzato il fatto che Kafka sia un adulto. Come ha detto mia sorella, il protagonista di Kaiju ci ricorda che non è mai troppo tardi per provare a realizzare i propri sogni. E poi, devo ammettere che ho attraversato diversi scenari nipponici canticchiando a bassa voce Abyss con cui sono andata in fissa.
Anche The Fragrant Flower Blooms With Dignity mi ricorda il viaggio in Giappone, ma non l’ho ancora terminato. Devo provvedere nelle prime settimane del prossimo anno, magari leggendo anche il manga di cui ho già acquistato i primi volumi.
Ho trovato molto carini anche Betrothoted to My Sister’s Ex, Blue Box e Anyway I’m Falling in Love With You. Di May I Ask One Final Thing devo guardare gli ultimi episodi… carino, ma mancano dei personaggi in grado di emozionare e il ritmo è un po’ troppo ripetitivo.
I manga letti quest’anno
Devo ammettere che nel 2025 ho acquistato molti più manga di quanti ne abbia letti. Se, però, dovessi scegliere il manga che ha rappresentato il mio 2025 direi senza dubbio Yona – La principessa scarlatta. È una serie che trovo meravigliosa per la storia, per i personaggi, per le saghe… e che non perde mai di mordente nonostante sia composta da tanti volumi. Le tavole sono veramente belle. Kusanagi è bravissima a scegliere le inquadrature, a lavorare con l’inchiostrazione, ad alternare toni comici e drammatici. La fine del 2025 ha visto la pubblicazione del finale e l’annuncio (attesissimo) della produzione della seconda stagione. Ne sono contenta anche se il manga per me rimane molto più bello dell’anime.
Una volta terminato Yona, cercherò di leggere molto di più. È uno dei buoni propositi che mi pongo per il 2026. Insieme a tanti altri di cui magari parleremo nei prossimi giorni. Intanto, non mi resta che augurarvi buona fine e buon anno nuovo.
Scegliete con cura i prossimi anime a merenda e manga a colazione!
Federica Crisci
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